Come scrivere una ricetta: a cura dello chef Marco Valletta (1) – Scuola di cucina 17

Lo chef Marco Valletta, della Nazionale Italiana Cuochi, ci spiega come si fa a scrivere una ricetta che possa essere facilmente fruibile da parte del comune lettore e appassionato di cucina, e ci fornisce le regole da seguire per redigere un buon testo.

Infatti scrivere una ricetta non è cosa facile: anche nelle scuola alberghiere spesso i docenti di italiano danno poco tempo alla costruzione di un testo “regolativo” come la ricetta. Il fatto è che da lì parte tutto e noi cuochi dovremmo imparare già dai primi anni a capire cosa vuol dire scrivere una ricetta in modo adeguato.

Impariamo quindi che cosa è un testo regolativo così capiremmo tutti come scrivere in modo corretto le ricette.

Il testo regolativo ha lo scopo di regolare il comportamento futuro proprio e del lettore, e deve offrire quanto segue:

- fornire indicazioni in modo chiaro

- dare istruzioni esaustive

- fornire regole da seguire in modo graduale e preciso

Nelle ricette i comandi e i consigli dovrebbero essere espressi all’infinito (es. Procedere con leggerezza; setacciare con cura!). In altre occasioni dovrebbero essere utilizzate forme di comando più velate, apparentemente amichevoli o impersonali (es. sarebbe meglio inserire …, è opportuno mescolare con  …). Un testo regolativo si dimostra efficace quando permette al proprio destinatario, il lettore, di comprendere con chiarezza ciò che gli viene richiesto di fare. Secondo i cuochi della Nazionale Italiana Cuochi per molte ricette la forma imperativa risulta essere più efficace ed immediata (es. legate con l’amido di mais….,  mescolate con la frusta… ), ma è indispensabile che nella ricetta si scrivano i passaggi in modo graduale, senza dimenticare nel procedimento nessun tipo di ingrediente citato in precedenza.

In questo articolo vorremmo dare un suggerimento utile a tutti i colleghi che desiderano scrivere ricette per la stampa, in modo che il loro lavoro sia puntuale e preciso. Gli chef della NIC sono andati a scuola e hanno fatto un corso di aggiornamento su come si scrivono le ricette.

Logicamente io faccio riferimento ad uno stile, a delle regole spesso codificate dai maestri della cucina del passato, ma poi ciascuno farà come meglio crede. La cosa importante è che il lettore sia in grado poi di ripetere la vostra ricetta, senza sentirsi in dovere di inventare a piacimento perché nella ricetta sono omessi alcuni passaggi.

Dopo la necessaria introduzione, in questo primo articolo si tratterà del titolo della ricetta, che è fondamentale, essendo il primo approccio del lettore al testo.

Bisogna innanzitutto imparare a renderlo efficace, immediato, appetibile, utilizzando il più possibile parole e terminologie codificate e corrette, usando anche vocabolari del settore (es. Spaghetti alla Matriciana, Spaghetti all’Amatriciana, Spaghetti con guanciale e filetti di pomodoro nostrano…).

Nel titolo assistiamo sempre di più a ridondanze di vocaboli, a ricchezze espositive di ingredienti che non fanno altro che confondere il lettore senza poi dire la verità. Un titolo ridimensionato, aggiustato, esemplificato, efficace, assume un’eccellente valenza pubblicitaria. Se i titoli sono lunghi è invece inevitabile commettere errori di concordanza tra alimento ed alimento, o tra alimento e tecnica applicata.

Nei prossimi articoli si approfondirà l’argomento trattando della lista degli ingredienti, il procedimento da seguire, e infine i tempi di preparazione e cottura.

Quello di come scrivere una ricetta seguendo regole corrette è un tema molto utile per chi lavora nel settore, ma può dare anche al semplice appassionato di cucina delle buone pratiche da seguire per crearsi un proprio personale ricettario.

Marco Valletta chef

a cura di Guido De Togni

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1 Commento

  1. Valter aeici scrive:

    Interessante !!!

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